martedì 15 gennaio 2008

Monnezza e intolleranza

Sono settimane ormai che l’emergenza rifiuti sta corrompendo il “PO PO PO PO PO PO POOOOO” dei mondiali. L’unità d’Italia è seriamente compromessa. Io sono sarda, lui milanese, e quello è napoletano.

Io dico: potrà anche essere così, ma.... “questo è il governo”, non l’ho sentito dire a nessuno ancora. Forse guardo poco la televisione. Ma leggo bene i messaggi sui contatti di msn, e ho letto certe idiozie sui bollettini di myspace... Dall’altra parte mio padre che dice: in televisione stanno dicendo tante di quelle cavolate! E lui di rifiuti ne sa abbastanza. Ci lavora.

Io sono sarda, quello è napoletano. Io vivo a Colleferro, e i rifiuti stanno arrivando anche da me. Da me, che sono tre settimane che cerco di far sgomberare i rifiuti ingombranti di casa, ci riesco a fatica, perché “più di quattro pezzi non si prendono”. E ci sto riuscendo dopo moooolte telefonate.

Io vivo a Colleferro, e faccio la raccolta differenziata. Da una parte l’umido, che butto nella mia compostiera in giardino, dall’altra vetro e plastica, che poi smisto ai cassonetti, in un’altra busta metto il generico. Non ho ancora abbastanza spazio in cucina per un contenitore per la carta.

Che brava ragazza, vero?

Ma tanto, mi hanno detto fonti sicure, quando passa il camion della spazzatura, viene messo tutto insieme.

Fatica sprecata?

No, perché forse un giorno potrei vivere in un paese civile, dove la raccolta differenziata viene praticata in maniera coerente e quindi sarò già allenata a fare tutto questo tran - tran per sparecchiare la tavola. E spero che quel paese sia l’Italia magari, non la Germania.

Io sono sarda, vivo a Colleferro, e non voglio i rifiuti di un napoletano. Mi sembra giusto, no?

Mi sembra giusto lasciare nell’immondezza una regione che i pregiudizi bollano come patria della delinquenza. Cosa vuol dire questo, che non devo sposare un siciliano perché è mafioso? O che la gente non deve venire in vacanza in Sardegna perché lì sono tutti sequestratori?

L’intolleranza.

Facciamoci sentire, non dicendo “quei rifiuti sono napoletani” ma dicendo che non è giusto che il governo risolva i problemi facendo diventare i rifiuti una patata bollente da scaricare al prossimo...facciamoci sentire chiedendo ONESTA’ in ogni regione. Pretendendo di fare anche del sud una terra pulita, non trascurata. E’ inutile girare un posto al sole a Napoli e poi far vivere nello schifo la gente. Schifo che altro non è che un riflesso della camorra. Stanno lasciando la gente IN MEZZO ALLA CAMORRA. Altro che un posto al sole.

Io sono sarda, quello è napoletano. E mi unisco alla sua protesta. Per dire che TUTTA l’Italia ha problemi con i rifiuti. Che tutta l’Italia avrebbe bisogno di guardare veramente all’Europa...

Ma ci vorrà ancora molto tempo. Finché non smetteremo di dire: io sono sarda, quello è napoletano...l’Italia non potrà guardare all’Europa come una vera Nazione.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

bello bello bello. bello il tuo post, e non solo perche' sono 'napoletana'. sembra un monologo alla celestini. *sei ufficialmente in seconda posizione per le mie recensioni del lunedi.

Anonimo ha detto...

Mi sa che gli unici santi a cui possiamo votarci sono quelli che abbiamo nella nostra testa :-)
Mi piace il tuo post e sono felice di averti vista passare dalle parti rosa shokking.

Comunque non dobbiamo mai smettere di pretendere onestà!

Un saluto!

Ps. io per informarmi un po' spesso spulcio qui in mezzo: www.radioradicale.it