sabato 1 dicembre 2007

C'è qualcosa da ridere?

Mi piace tantissimo perdermi nei meandri delle grandi librerie.
E mi capita spesso di cercarvi regali per amici, o semplicemente qualche nuovo libro per me.
Passeggiavo per l'appunto dentro la Feltrinelli, quando la mia attenzione è stata attirata dalla copertina di un libro del quale avevo letto un articolo sul rinomato XL qualche tempo prima.
Quel libro era la Bibbia di Satana.
Scritto da Anton Lavey e pubblicato in America nel lontano 1969, qui da noi esce solo ora (chissà perchè...) ed è stato posizionato, dalla Feltrinelli in un centro commerciale a Cagliari - spalancate bene gli occhi gente - nella sezione HUMOR.
Humor? Humor, si. La Bibbia di Satana vicino all'ultimo libro della Litizzetto, o vicino a "Le migliori barzellette di Gino Bramieri"...non so, ho provato come una sensazione di disagio, vedendolo lì.
E ho cominciato a farmi alcune domande:

1. C'è qualcosa da ridere?
2. Forse andrebbe meglio tra i libri di esoterismo? (ma anche di questo dubitavo...)
3. Come la prederebbero i Luciferini o i cosiddetti "Satanisti"? Forse non sarebbero così dispiaciuti (o addirittura offesi) nel vedere la loro Bibbia su uno scaffale simile...perchè in fondo alcune cose sono scritte un pò su taglio umoristico, avendone letto qualche stralcio nell'articolo suddetto. Del resto trovo Lavey così simpatico, in alcune sue considerazioni.
4. Forse potrebbero incazzarsi? (chi? I Satanisti o i Cattolici? entrambi?)
5. E ancora: ma cosa c'è da ridere?

Basta, non continuo.
In seguito a tutte queste domande, sono entrata in una specie di stato confusionario. Nel quale tutto poteva essere. Anche che i Satanisti in fondo non avrebbero mai preso così sul serio una cosa del genere. Ma continuavo a sentire che quel libro era nel posto sbagliato. Anche se non riuscivo a capire quale fosse lo scaffale giusto. Storia delle religioni? Oppure.....non so, vicino a "Come farla impazzire a letto". Oppure nello scaffale della new age. O in quello della pedagogia, magari vicino a "Dire no a tuo figlio".
Mi chiesi allora se il qualcuno che lo aveva sistemato lì, lo avesse almeno aperto. Non dico letto...ma aperto, per dargli uno sguardo e scegliere la sezione in cui collocarlo. Mah!
Sta di fatto, che andando via ho continuato a chiedermi se ci fosse qualcosa da ridere riguardo a quel libro.
E ho deciso che l'unico modo per scoprirlo è leggerlo.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

ahahah! ed io, sono anni che lascio curricula alla feltrinelli per farmi assumere, pensa in che atroce dilemma mi sarei inceppata, dovendo collocare su uno scaffale qualsiasi un simile libro! forse avrei optato per la zona "horror" se ce n'è una, dimenticando che: mai giudicare il libro dalla copertina!
http://ognunoalsuomondo.splinder.com

Anonimo ha detto...

Malibu, potevi dirlo che hai aperto un blog... Ti sarei venuta a trovare...

Giuliana (Ufficio Reclami)